A maggio 2025 il Festival Armonia. Narrazioni in Terra d’Otranto mi ha chiesto un intervento sulle copertine degli ottanta anni del Premio Strega per introdurre la tappa dello Strega Tour di Specchia.
Il mio contributo è stato pubblicato su Snaporaz per gli abbonati negli ultimi giorni prima dell’assegnazione dell’ottantesimo Premio Strega, in programma l’8 luglio 2026. I candidati sono passati da dodici a sei, il riconoscimento andrà a un solo romanzo. Ma un libro non si presenta mai nudo al lettore. Gérard Genette lo ha spiegato bene: un testo diventa opera solo insieme al suo paratesto, cioè a tutti quegli elementi liminari che lo accompagnano verso il lettore.
Anche una copertina fa parte della sua identità e, in questo senso, è bello pensare che venga premiata insieme al libro stesso.
Se, come scrive Jhumpa Lahiri, le copertine sono i vestiti dei libri, allora vale la pena chiedersi come si vestano i romanzi per presentarsi, e talvolta vincere, il più importante premio letterario italiano. Col vestito buono, naturalmente.
