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Stregati dalle copertine dei libri finalisti

La mia recensione sul Sole 24 Ore

Come si espone un premio letterario?

La risposta si trova al MACRO di Roma, nella mostra ‘Uno, cinque, dodici. Ottant’anni di Premio Strega’ esposta fino al 30 agosto 2026, a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci. L’allestimento è firmato da Supervoid, mentre il progetto grafico è di Caneva-Nishimoto.

Non è una semplice esposizione di libri. È un progetto che trasforma la storia del Premio Strega in un’esperienza spaziale, mettendo in dialogo copertine, fotografie, oggetti, memoria, rituali e persone. Un allestimento che racconta come, da ottant’anni, la letteratura prenda forma anche attraverso i suoi luoghi, le sue immagini e le relazioni che la rendono viva.

Nella mia recensione pubblicata su la Domenica – Il Sole 24 Ore ho cercato di raccontare proprio questo: come una mostra possa restituire il Premio Strega non soltanto come riconoscimento letterario, ma come un dispositivo, insieme pubblico e privato, che continua a costruire il nostro immaginario.